Esercizio Eccentrico

(Curato da Guido De Luca – Fisioterapista)

La lesione muscolare, costituisce uno degli eventi traumatici più ricorrenti nelle attività sportive agonistiche. L’entità della lesione può andare dal semplice stiramento, spesso associato a rottura dei piccoli vasi, con comparsa di dolore ed edema , sino allo strappo muscolare completo che può essere propria del ventre muscolare o inserzionale prossimale e distale. Tali lesioni, correlate all’entità della lesione stessa, sono sempre comunque sgradevoli e comportano sempre una sospensione, più o meno lunga, dell’attività agonistica e l’attuazione di un’idonea terapia riabilitativa. Il danno strutturale della fibra muscolare può essere causato, sia da una singola contrazione muscolare, come dall’effetto cumulativo di una serie di contrazioni. In ogni caso, il meccanismo maggiormente correlato al possibile danneggiamento della fibra muscolare risulterebbe essere la contrazione di tipo eccentrico.

Contrazione eccentrica

La contrazione di tipo eccentrico genera un tipo di attivazione muscolare durante il quale il muscolo si allunga invece di accorciarsi come per le contrazioni concentriche.
La contrazione eccentrica si verifica per esempio quando si cerca di fermare la caduta di un manubrio pesante opponendosi con il bicipite brachiale e rallentando al massimo l’estensione forzata del braccio. In questa condizione il muscolo funziona come un vero e proprio freno e più si riuscirà a rallentare la caduta  del peso, maggiore sarà contrazione eccentrica.

E’ bene precisare che durante una contrazione eccentrica, la forza espressa dal muscolo risulta essere tripla di quell’espressa durante una contrazione concentrica. Da questo dato emerge quindi uno dei motivi principali delle incidenze traumatiche a livello muscolare, lo sbilancio della forza espressa in contrazione eccentrica  crea un vero e proprio danno strutturale.

Risulta maggiore anche la forza prodotta dagli elementi passivi del tessuto connettivo del muscolo sottoposto ad allungamento.  Durante la contrazione eccentrica il muscolo è, in effetti, sottoposto ad un fenomeno di elongazione che, in quanto tale, può determinare l’insorgenza di lesioni a livello dell’inserzione tendinea, della giunzione muscolo-tendinea, oppure a livello di ventre muscolare.

I muscoli bi-articolari purtroppo sono quelli maggiormente esposti al trauma, infatti essi hanno il difficile compito di gestire più articolazioni. Anche la diversa tipologia delle fibre muscolari costituisce una predisposizione al trauma, infatti le fibre a contrazione rapida sono maggiormente esposte a danni strutturali rispetto a quelle a contrazione lenta.

Altro dato interessante è dato dalla frequente localizzazione a livello della giunzione muscolo-tendinea, punto in cui avviene il maggior stress meccanico. C’è da aggiungere che durante la contrazione di tipo eccentrico, la vascolarizzazione muscolare si interrompe, quindi attività anaerobica, con conseguente anossia cellulare. Questi eventi metabolici si traducono comunque in un’aumentata fragilità del tessuto muscolare e del tessuto connettivo.

Considerando quindi il fatto che il muscolo si presenta particolarmente vulnerabile nel momento in cui sia sottoposto ad una contrazione di tipo eccentrico come nel caso di uno sprint, si rende necessario un intervento che prepari i distretti muscolari maggiormente a rischio.

Utilizzare un metodo di lavoro con un ottica tesa alla prevenzione, attraverso esercizi supervisionati da un terapista della riabilitazione, come ad esempio una serie di contrazioni eccentriche rapide o una contrazione eccentrica lenta e controllata. Questi esercizi, che naturalmente posso essere suscettibili di variazioni e modificazioni, possono quindi costituire sia un trattamento di tipo preventivo nei confronti dei possibili danni muscolari.

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