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Fasi della Deambulazione

(Curato da Guido De Luca – Fisioterapista)

La deambulazione, locomozione bipodalica, anche se spontanea evolve durante la crescita, in un lungo e variegato processo di apprendimento.

Ogni essere umano dunque, apprende singolarmente attraverso processi individuali determinati dalle caratteristiche fisiche intrinseche, l’altezza, il peso specifico, la lunghezza delle varie parti del corpo. Ad ogni modo, nonostante le caratteristiche personali, vi sono alcuni elementi che tracciano chiaramente una normale deambulazione.

1) Nel primo appoggio doppio entrambe i piedi sono a contatto con il suolo: quando uno inizia il contatto con il tallone l’altro, prossimo a sollevarsi, si appoggia sulla testa del primo metatarso e sul primo dito.

2) Nel primo appoggio unilaterale il piede che prima poggiava solo sull’alluce, si √® sollevato e inizia l’oscillazione, ricadendo il peso del corpo su un arto solo. Questa oscillazione √® indicata come passo della verticale, e si divide in due fasi e cio√® quando la gamba √® sollevata ¬†anteriormente o posteriormente al baricentro.

3) Nel secondo appoggio doppio il piede, che nel primo appoggio doppio si sollevava, adesso appoggia il tallone, terminando cos√¨ la fase di oscillazione, l’altro piede √® appoggiato sull’alluce e inizia a sollevarsi.

4) Nel secondo appoggio unilaterale è simmetrico al primo, con le posizioni dei piedi invertite, vale a dire quello che prima stava oscillando adesso è in appoggio e viceversa.

Si parla inoltre di doppio appoggio posteriore o di impulso a seconda che il piede preso come riferimento sia in posizione posteriore, in tale posizione il piede controlaterale si trova appoggiato sulla sua parte anteriore ed imprime al corpo un’accelerazione in avanti. Infine ¬†si parla di doppio appoggio anteriore o di freno quando il piede preso come riferimento si trova in posizione anteriore, in questa posizione il piede controlaterale risulta appoggiato sul tallone e frena l’accelerazione in avanti.

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