Fisiologia Muscolare

Fisiologia Muscolare

Con l’avvento della metodica posturale, √® stato dimostrato che l’intera struttura muscolare √® funzionalmente organizzata in “catene muscolari”. Osservando i muscoli nell’insieme si scopr√¨ che i confini di ogni singolo muscolo, in termini funzionali, non terminano laddove si inseriscono, ma prolungano la loro possibilit√† d’azione grazie ai punti d’inserzione dei muscoli contigui. Quindi di conseguenza qualsiasi movimento non pu√≤ essere eseguito da un singolo muscolo e non avviene solo su un singolo piano. Ogni movimento resta sempre il risultato di un reclutamento multiplo di pi√Ļ muscoli che lavorano contemporaneamente su pi√Ļ¬† piani.

Proprietà Visco-Elastica

Quindi risulta difficile ottenere un allungamento stabile e duraturo di un un muscolo cronicamente accorciato all’interno di una catena cinetica muscolare. Per poter risolvere un problema di retrazione muscolare √® indispensabile conoscere perfettamente il comportamento elastico del muscolo stesso. Quando si allunga un muscolo oltre la sua lunghezza di riposo, appare una tensione che cresce rapidamente con l’elongazione. Nel momento in cui inizia ad entrare in funzione l’allungamento il muscolo subisce due azioni, una immediata, con effetto rapido, la seconda invece lenta e prolungata che porta poi alla elongazione definitiva.

Tenendo in considerazione che il muscolo ha un comportamento di tipo Visco-elastico, il suo allungamento ottenuto risponde all’equazione:

Indice di Deformazione  =   Forza Applicata / Coefficiente di elasticità  x  Tempo

Quindi pi√Ļ un muscolo √® elastico, e meno si deformer√†,¬† mentre un muscolo accorciato avendo un coefficiente di elasticit√† molto basso, si deformer√† facilmente. Un altro parametro da tenere in considerazione √® il tempo finalizzato alla deformazione. Gli allungamento di singoli muscoli, non possono essere considerato reali¬† se l’elongazione non coinvolge tutta la catena cinetica.

Come si pu√≤ vedere dal grafico dopo l’applicazione di una forza c’√® una deformazione elastica immediata OA, a questa segue poi una deformazione ritardata¬† AB. Quando in T1 la forza cessa d’agire, c’√® una parziale caduta da B a C1, seguita da un ritorno ritardato da C1 a D, nel tempo T2. Il tratto DE rappresenta la deformazione permanente, l’allungamento realmente guadagnato. La componente elastica da C1 a C2 √® recuperabile e viene chiamata Deformazione Primaria. La componente viscosa da C2 a C3 non √® recuperabile e viene chiamata Deformazione Secondaria, e rappresenta l’allungamento guadagnato DE. Da questo semplice grafico si pu√≤ capire che che la soglia di deformazione non √® facile da raggiungere dato che il paziente tende a “difendersi” attraverso compensi involontari.

Deformazione Muscolare

Stabilito quanto sia complesso raggiungere la soglia di deformazione muscolare immaginate quando stiriamo un intero segmento di una catena¬† le cose si complicano perch√® tutti i muscoli che lo compongono saranno sollecitati, prima di raggiungere la soglia di deformazione del muscolo che risulta meno elastico. Occorre dunque esercitare una sufficiente tensione per raggiungere questa soglia. I muscoli retratti quelli cio√® con un coefficiente di elasticit√† basso come detto, possedendo una soglia di deformazione pi√Ļ bassa, si deformeranno velocemente.

Immagine 1

Nell’immagine (Immagine 1), visualizziamo una catena muscolare con coefficiente di elasticit√† variabile. Il IV muscolo, che ha il coefficiente di elasticit√† pi√Ļ alto, √® il pi√Ļ elastico e¬† pertanto si deformer√† per ultimo. Il III muscolo, che ha il coefficiente di elasticit√† pi√Ļ basso, √® il pi√Ļ retratto e pertanto si deformer√† per primo. Il I e il II , che hanno un coefficiente di elasticit√† medio, si deformeranno prima a loro volta, del IV ma dopo del III.

Immagine 2

In quest’altra immagine (Immagine 2), si visualizza invece come viene reso possibile l’allungamento dei muscoli della stessa catena muscolare. La contrazione isometrica eccentrica √® in grado di costruire sarcomeri in serie all’interno del muscolo, formando un muscolo fusiforme, elastico, e lungo. Infatti la contrazione isotonica concentrica induce la neoformazione di sarcomeri in parallelo rendendo il muscolo corto, voluminoso e resistente allo stiramento.

 

 

 

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