isocinetica

Isocinetica

(Curato da Guido De Luca – Fisioterapista)

Durante l’esercizio isocinetico si ottiene una contrazione muscolare a velocitĂ  costante con variazione della lunghezza del muscolo, ciò avviene per la resistenza offerta da una macchina. La resistenza proposta è prestabilita ed è indipendente dalla forza applicata muscolarmente, questo lascia intendere che l’importanza maggiore è stabilita dalla velocitĂ  con cui si sposta la resistenza.

Le macchine isocinetiche quindi producono una resistenza e lo fanno in maniera meccanica, idraulica o pneumatica, ma l’aspetto specifico è quello di permettere esercizi unici nel genere dato che un muscolo effettua contrazioni eccentriche e concentriche a velocitĂ  costante.

L’esercizio isocinetico non di rado viene utilizzato come metodo di allenamento, ma per ottenere i massimi risultati e necessario che l’atleta applichi contro la resistenza a velocitĂ  costante sempre il massimo della forza, e questo rappresenta un limite al tipo di allenamento. Infatti se l’atleta non è adeguatamente motivato potrebbe non esprimere il massimo sforzo ad ogni esercizio, e quindi limitare il potenziamento esplosivo.

Ma se il programma viene ben seguito ed ogni esercizio viene eseguito con il concetto di massimo sforzo, i risultati raccolti mostreranno un deciso incremento della forza massimale. Le macchine isocinetiche sono fornite di un sistema di bio-feedback visivo gestito da un software visibile attraverso il monitor di un computer incrementando la motivazione dell’atleta che ha sempre la percezione dell’entità dell’esercizio che sta eseguendo.

Un’altra applicazione molto interessante è il movimento continuo passivo (continuos passive motion) dopo un intervento chirurgico di ginocchio.

Il suo sviluppo non è stato sicuramente proporzionale alla qualitĂ  e all’utilitĂ  della metodica, principalmente per gli elevatissimi costi dell’apparecchiatura e per il fatto che il tipo di movimento non è fisiologico, le resistenze offerte distalmente alterano le forze di taglio, ed è difficilmente “ripetibile” in situazioni funzionali.

Vere e proprie controindicazioni all’utilizzo di queste macchine non ve ne sono, ma è comunque opportuno affidarsi a terapisti o specialisti competenti e capaci con grande esperienza, dove l’atleta è seguito costantemente da un rieducatore  durante il programma.

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