La Pubalgia

La pubalgia è una mioentesite che colpisce i punti di inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli: adduttori, pettineo, piramidale, retti addominali, obliqui addominali, trasversi addominali.

Viene provocata generalmente da un carico eccessivo nel corso dell’attività sportiva; colpisce soprattutto i calciatori. Per chi pratica la corsa, la pubalgia viene spesso provocata dal sovraccarico nei punti di inserzione degli adduttori, dovuta a:

a) attività su fondo irregolare

b) scarpe inadeguate

c) scarso equilibrio fra la muscolatura degli arti inferiori e quella addominale (condizione frequente in chi corre)

d) infortuni precedenti non ben recuperati

e) incremento quantitativo (o qualitativo) troppo rapido dei carichi d’allenamento

Il dolore colpisce la zona dell’inguine per estendersi alle zone circostanti e può portare all’interruzione dell’allenamento o della gara. Questa patologia può consentire comunque la prosecuzione dell’attività; è questo l’errore più grave che si può commettere. È necessario invece un periodo di stop di 20 gg. che serve (oltre a identificare la causa del problema e predisporsi a eliminarla alla ripresa) a risolvere i casi meno gravi e a evitare il degenerare della patologia verso quadri dove si rischia di avere problemi anche a camminare. Se il problema persiste dopo il periodo di stop, l’ortopedico con l’esame obbiettivo riscontra un forte dolore a livello inguinale alla pressopalpazione. Anche alcuni movimenti specifici degli adduttori provocano dolore. Il medico deve tenere conto del fatto che altre patologie possono presentare sintomi simili a quelli della pubalgia (ernie inguinali, patologie urologiche o ginecologiche). La radiografia consente di individuare eventuali lesioni a livello dell’osso pubico.

In genere l’inefficacia del periodo di stop dà al medico le giuste indicazioni per comporre il cocktail di terapie di aggressione della patologia (massoterapia, infiltrazioni, potenziamento dei muscoli addominali, litotritore ecc.). La fase riabilitativa prevede controlli medici periodici e attività alternative alla corsa (nuoto, corsa in acqua).

La pubalgia è una delle diagnosi in campo sportivo più controverse, non tanto per il riconoscimento dei segni quanto per l’individuazione delle cause responsabili dei sintomi accusati dal paziente.

La pubalgia è spesso considerata un trauma dipendente da impatti violenti o da uno sforzo muscolare intenso e quasi mai come risultante di eccessive tensioni muscolari a livello pubico causate da iperallenamento di alcuni muscoli o da uno squilibrio funzionale delle forze localizzate sulla sinfisi pubica.

Nella prima parte del testo l’autore propone un richiamo anatomico e funzionale del pube, per poi prendere in considerazione i diversi approcci terapeutici nel trattamento della pubalgia traumatica. La parte più corposa e interessante del libro riguarda il trattamento della pubalgia cronica. Dopo un’analisi approfondita dei gesti atletici che coinvolgono maggiormente il pube, con particolare riferimento al gioco del calcio e del tennis, l’autore propone una serie di test atti a determinare gli scompensi articolari e una serie di autoposture ed esercizi isometrici atti a normalizzare ed equilibrare le eccessive tensioni che hanno provocato la patologia.

La pubalgia è una delle diagnosi in campo sportivo più controverse, non tanto per il riconoscimento dei segni quanto per l’individuazione delle cause responsabili dei sintomi accusati dal paziente ed è spesso considerata un trauma dipendente da impatti violenti o da uno sforzo muscolare intenso e quasi mai come risultante di eccessive tensioni muscolari a livello pubico causate da iperallenamento di alcuni muscoli o da uno squilibrio funzionale delle forze localizzate sulla sinfisi pubica.

Nella prima parte del testo l’autore propone un richiamo anatomico e funzionale del pube, per poi prendere in considerazione i diversi approcci terapeutici nel trattamento della pubalgia traumatica. La parte più corposa e interessante del libro riguarda il trattamento della pubalgia cronica. Dopo un’analisi approfondita dei gesti atletici che coinvolgono maggiormente il pube, con particolare riferimento al gioco del calcio e del tennis, l’autore propone una serie di test atti a determinare gli scompensi articolari e una serie di autoposture ed esercizi isometrici atti a normalizzare ed equilibrare le eccessive tensioni che hanno provocato la patologia.

Léopold Busquet è uno dei più autorevoli esperti di bio-meccanica. La sua lunga e nutrita esperienza (oltre 850 casi trattati) e la risonanza causata dai risultati ottenuti su giocatori famosi ne hanno fatto l’osteopata più seguito negli ambienti sportivi francesi. Dirige il corso di formazione Le catene muscolari ed è membro dell’Académie d’Osthéopathie Crânienne.

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