Miosite Ossificante Post-Traumatologia

(Curato da Guido De Luca – Fisioterapista)

In ambito sportivo i trauma contusivi sono maggiormente frequenti negli sport di contatto come il rugby, il calcio o la lotta ed i distretti muscolari maggiormente colpiti sono rappresentati dal bicipite brachiale e dal quadricipite femorale. I muscoli della coscia sono notevolmente esposti a colpi lesivi che possono generare come conseguenza miositi ossificanti.

In caso di trauma diretto o lacerazione indiretta delle fibre muscolari, si verifica un danno strutturale a carico sia del tessuto connettivale, che di quello vascolare, che si associa alla formazione dell’ematoma stesso. Quindi le miositi sono delle formazioni eterotopiche dell’osso, la funzione muscolare resta danneggiata come anche la funzione articolare del ginocchio con predisposizione a lesioni ricorrenti.

Per una diagnostica si utilizzano radiografie, dove però l’evidenza sarĂ  nota solo dopo almeno due settimane dall’evento traumatico. Gia in questa fase radiograficamente si potranno apprezzare micro-calcificazione nella massa muscolare, con ossificazione del tessuto connettivale interstiziale e della aponevrosi, dopo altre due settimane si osserverĂ  una stabilizzazione ossea del femore e una connessione tra le calcificazioni e il femore stesso. La TAC e la RMN restano comunque gli strumenti migliori, capaci di determinare con esattezza sia la dimesione che la forma della miosite.

Come sintomatologia il paziente ha percezione di massa solida, tumefazione, rigiditĂ , alla palpazione avverte un dolore localizzato ma soprattutto percepisce una limitazione della flessione del ginocchio che resta dolorosa per molti giorni. Alla contrazione attiva del quadricipite l’atleta identifica simultaneamente dolore ed impotenza funzionale.

Un buon trattamento riabilitativo dipenderà dalla attenta gestione delle emorragie, queste contribuiranno negativamente nella flessione del ginocchio e ostacoleranno il ripristino biologico dei tessuti. La tecnica P.R.I.C.E. (Protection, Relax, Ice, Compression, Elevation) è un valido strumento a disposizione del terapista.

Il terapista della riabilitazione dopo avere sotto controllo la gestione delle emorragie, dovrà quindi supervisionare le fasi iniziali del trattamento, evitando in maniera assoluta lo stretching (da proporre solo quando la funzione articolare del ginocchio è completa), e promuovere cautamente esercizi di flessione attiva fino al raggiungimento dei 90°, solo allora intensificheremo progressivamente gli esercizi di forza e resistenza.

Non di rado la chirurgia diviene necessaria per la rimozione delle miositi al fine di un incremento della mobilità articolare, ma nella maggior parte degli sportivi per la completa guarigione è sufficiente un trattamento conservativo e la possibilità di ritorno alle pratiche agonistiche in tempi relativamente brevi 5/8 settimane, contemplando contusioni decisamente gravi.

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