Nozioni sulle Fibre Muscolari

Caratteristiche delle fibre muscolari

In relazione alla disposizione delle fibre e alla modalità di inserzione dei tendini, i muscoli del corpo presentano delle diverse conformazioni.

 La velocità e la forza con le quali può esprimersi un muscolo dipendono molto dalla direzione delle fibre rispetto all’asse longitudinale ai punti estremi di inserzione.

Fibre parallele all’asse longitudinale dei tendini permettono un movimento rapido e di grande ampiezza;

Fibre oblique rispetto all’asse longitudinale dei tendini producono una notevole forza di contrazione ma un movimento poco veloce e di modesta ampiezza. La grande quantità di forza è possibile in quanto presentano una sezione trasversa maggiore rispetto alla sezione longitudinale (la forza è anche in diretto rapporto alla sezione trasversa del muscolo).

 La forza di contrazione dipende anche dalla posizione di partenza del muscolo rispetto alla lunghezza di riposo.

Una posizione di partenza del segmento corporeo che vede il muscolo accorciato, quindi con i capi estremi di inserzione ravvicinati, esprime meno forza. Al contrario, un muscolo che parte dalla posizione di riposo e oltre esprime più forza.

Proprietà delle fibre muscolari

Eccitabilità: Capacità del tessuto muscolare di rispondere alla stimolazione.

Contrattilità: Capacità di produrre tensione (trazione) tra le due estremità.

Rilasciamento: Opposto della tensione.

Elasticità: Capacità, una volta stirato, di riprendere la sua lunghezza ottimale.

 Contrazione muscolare e movimento

I vari che può assumere il muscolo durante la contrazione

Agonista: Il muscolo più importante che esegue il movimento.

Antagonista: Il muscolo che può eseguire il movimento opposto al muscolo agonista. Quando esegue il movimento diventa agonista.

 Il muscolo antagonista agisce anche come modulatore ovvero, mantenendo un certo tono, assicura la giusta direzione del movimento.

Sinergico: Non è il muscolo effettore principale del movimento ma vi partecipa insieme all’agonista.

Fissatore: Con una contrazione statica o isometrica, fissa saldamente i segmenti sui quali un altro segmento si muove.

Neutralizzatore e guidatore: La sua contrazione neutralizza l’azione di altri muscoli agonisti, soprattutto biarticolari, il cui intervento completo non permetterebbe la possibilità di localizzare il movimento ad una sola articolazione ma muoverebbe più segmenti corporei contemporaneamente.

I Propriocettori Muscolari

I propriocettori sono recettori sensibili agli stimoli prodotti dai mutamenti ambientali.

Più precisamente  vengono suddivisi in:

 – esterocettori: localizzati sulla superficie del corpo o in prossimità di essa;

 – enterocettori: localizzati all’interno del corpo;

 – propriocettori: localizzati nella struttura muscolo-tendinea e nelle articolazioni.

Riflesso miotatico fasico

Un esempio tipico è dato dal brusco stiramento del muscolo che si ottiene percuotendo con un martelletto il tendine rotuleo del quadricipite femorale. Questo stimola i fusi neuromuscolari che producono l’attivazione, in via riflessa, dei motoneuroni spinali (cellule responsabili della conduzione dell’impulso nervoso tra il sistema nervoso ed il muscolo. Comandano la contrazione e la regolazione del tono muscolare) che fanno contrarre il muscolo che si oppone così allo stiramento passivo.

Riflesso inverso da stiramento

 Si attiva durante la contrazione o lo stiramento eccessivo di un muscolo, stiramento che stimola gli organi tendinei del Golgi che, allo scopo di proteggere il muscolo da lesioni, inibiscono il neurone spinale con conseguente rilasciamento del muscolo stesso.

– I fusi neuromuscolari:

Avvolti dalle fibre muscolari e posti in parallelo con esse,  informano sui cambiamenti di tensione del muscolo, con particolare riferimento alla velocità e ampiezza.

 Se il muscolo viene allungato repentinamente generano dei segnali, di intensità crescente col crescere della tensione, ai quali il muscolo risponde con una contrazione (riflesso miotatico fasico o riflesso da stiramento) mentre il suo antagonista si rilascia (fenomeno della inibizione reciproca). Questo permette di evitare un ulteriore pericoloso allungamento.

 – Gli organi tendinei del Golgi:

Posizionati in serie nella struttura tendinea del muscolo, danno informazioni sull’eventuale eccesso di tensione dovuto allo stiramento o alla contrazione muscolare. Producono una inibizione della contrazione e conseguente rilasciamento del muscolo (riflesso inverso da stiramento o innervazione reciproca) (Tabella). La loro risposta non è immediata ma solo dopo circa 6 secondi dall’inizio dello stiramento.

 – I recettori di Pacini ed i corpuscoli di Ruffini:

Situati nelle capsule articolari, informano sull’ampiezza, velocità e senso del movimento.

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