principi terapia

Principi di Terapia Riabilitativa

(Curato da Guido De Luca – Fisioterapista)

In una qualsiasi condizione di traumatologia lesiva o di post-operatorio, che riguardi un atleta o un soggetto normale, il terapista della riabilitazione e il paziente intraprendono un percorso riabilitativo più o meno lungo, dove il terapista con tutti gli strumenti di cui dispone, stila un programma di lavoro, inizialmente teso alla gestione e alla risoluzione dell’infiammazione nonché alla prevenzione dell’insorgenza di altre patologie, e nelle fasi successive cura l’attivazione dei processi di cicatrizzazione tissutale e la loro evoluzione.

Per praticitĂ  didattica distinguiamo il percorso terapeutico in due fasi importanti condizionate dal tempo trascorso dalla lesione: fase acuta o-24 ore e fase acuta 24-48 ore.

Fase acuta 0-24 ore

La fase acuta investe le prime ore dall’evento traumatico, quelle che volente o nolente determineranno la convalescenza e l’andamento terapeutico.

Sembra opportuno adesso distinguere per grandi linee le patologie dei tessuti molli che possono comprendere:

  1. Lesioni muscolari e tendinee (ematomi e/o rotture)
  2. Lesioni articolari e legamentose ( lussazioni e/o rotture)
  3. Lesioni dei tessuti molli associate a fratture.

Nel caso in cui strutture muscolari, tendinee o legamentose subiscono un danno anatomo-funzionale, vengono di norma lesi anche i vasi sanguigni dell’area compromessa, l’emorragia si estende rapidamente nei tessuti adiacenti. La condizione emorragica causa gonfiore, determinando un aumento della pressione locale nei tessuti circostanti, che diventano tesi e dolorosi alla palpazione.

L’aumento della pressione a sua volta causa dolore in quanto stimola le terminazioni sensitive e recettoriali in genere, ebbene questo stato di cose può influenzare negativamente il percorso riabilitativo e ritardare i processi di convalescenza e guarigione.

Nel caso di lesioni dei tessuti molli, è importante gestire l’emorragia il più tempestivamente possibile, quindi la riabilitazione deve essere immediata. La corretta terapia iniziale di una lesione di un tessuto molle può essere il più importante fattore della guarigione.

Ottenuto il controllo e la gestione dell’edema e dell’emorragia, il sangue residuo nei tessuti deve essere riassorbito attraverso il sistema linfatico. Necessita a questo punto fare delle precisazioni, infatti la quantità del tessuto cicatriziale che si forma nella zona è variabile e costituisce un punto debole nella struttura imputata che sia  muscolo, tendine o legamento leso, di conseguenza se su questo neo-tessuto cicatriziale viene applicato una forza o un carico troppo precocemente o troppo intenso, la lesione rischia seriamente di recidivare.

La traumatologia è molto varia e può generare tante forme differenti di lesioni associate e non, determinando difficoltà oggettive nel creare un protocollo unico per il loro trattamento. In ogni caso possono comunque essere stabilite alcune linee guida per il trattamento precoce.

Quando avviene un trauma a livello dei tessuti molli, il primo obiettivo è fermare l’emorragia, poiché questo causa edema e dolore, con evidente limitazione funzionale. Una buona regola è limitare al massimo il sanguinamento, poiché questi tenderà ad estendere il tessuto cicatriziale nel sito di lesione. Quindi nei traumi dei tessuti molli si può arrestare o ridurre l’estensione del sanguinamento con un bendaggio compressivo, associato ad un rapido raffreddamento, e contemplando l’elevazione della zona interessata e il riposo assoluto;

Il raffreddamento tissutale genera:

• Un effetto analgesico al dolore locale, che permette all’atleta infortunato di sentirsi meglio e può incoraggiarlo alla ripresa dell’attività motoria.

• La costrizione dei vasi sanguigni, così da ridurre il flusso ematico a livello dell’area lesionata.

Le applicazioni di ghiaccio durano mediamente 15-20 minuti, anche se dipende dal distretto anatomico e da altri fattori, e può essere ripetuta ogni ora nelle 24/72 ore dopo il trauma.

Riassumendo la crioterapia è efficace nei traumi sportivi perché il paziente e/o l’atleta rapidamente percepisce una riduzione della sintomatologia dolorosa, il trattamento poi è semplice da effettuare ed è generalmente ben tollerato.

La crioterapia è quindi principalmente un trattamento per il dolore e gli stati emorragici, e trova diversi metodi di applicazione, come ad esempio un massaggio a frizione dove il ghiaccio viene sfregato sull’area lesa con piccoli movimenti circolari per 5/10 minuti, fino a raggiungere una riduzione della sensibilità locale, ma viene anche utilizzato prima di una mobilizzazione articolare.

La borsa di ghiaccio o ghiaccio tritato sono i piĂą utilizzati, efficaci e facili da utilizzare.

I manicotti per crioterapia sfruttano invece un flusso di acqua ghiacciata che scorre in un apposito involucro isolato, mentre viene contemporaneamente mantenuta una moderata compressione. Anche l’immersione nel ghiaccio e l’idromassaggio freddo sono spesso utilizzati per produrre l’effetto analgesico L’acqua deve essere mantenuta a una temperature di 10-15°C, il trattamento dura 5-15 minuti.

Si precisa che le applicazioni di ghiaccio o acqua fredda non devono assolutamente essere utilizzate in caso di ferita aperta. L’acqua fredda può poi essere utilizzata per raffreddare la parte traumatizzata quando non si ha a portata di mano del ghiaccio e anche quando il trauma interessa una area troppo vasta per l’utilizzo della borsa di ghiaccio.

Fase acuta 24-48 ore

La presenza di versamento, dolore e limitazione funzionale, indica che il trattamento deve proseguire secondo le linee in precedenza citate:

Bendaggio compressivo da sostituire con un bendaggio di sostegno;

Continuare con il freddo se il dolore è ancora molto presente;

Elevare la parte interessata in caso di edema ancora significativo.

Una lesione dei tessuti molli non dev’essere sottoposta a carico o mobilizzazione fino a quando non è stata formulata una diagnosi certa e definitiva.

Il parere del medico deve sempre essere richiesto indipendentemente dalle circostanze, e il suo consulto diviene indispensabile nei casi di:

Perdita di coscienza, nausea vomito o vertigini dopo eventuali traumi cranici;

Dispnee respiratorie dopo traumi a testa collo o torace;

Crampi e dolori addominali;

Sospetto di fratture;

Lesioni gravi articolari o legamentose;

Lesioni gravi muscolari o tendinee;

Lussazioni;

Lesioni profonde che sanguinano copiosamente.

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