lussazione spalla

Protocollo di Idrokinesiterapia Spalla Congelata

Importante

Il paziente inizia il lavoro in acqua con le ferite in avanzato di cicatrizzazione e senza punti di sutura.

Il lavoro deve essere svolto sempre con le spalle immerse in acqua al fine di goderne l’effetto termico dell’acqua e quindi permettere un rilasciamento neuro-muscolare adeguato.

Indicazioni per una spalla post-operatori

Frequenza: Tre volte la settimana (giorni alterni) per tre/quattro settimane (seduta individuale) con riduzione a due volte la settimana per le successive due settimane  (individuale), nel corso della quinta e della sesta settimana le sedute in acqua, due a settimana (seduta collettiva) saranno integrate con  gli esercizi di rinforzo muscolare in palestra.

Ciclo di sedute: quindici/venti sedute

Posizione assunta dal paziente durante i vari esercizi: verticale, orizzontale prona, orizzontale supina, seduta, in galleggiamento, in apnea

Protocollo

Prima Fase

– Rilassamento muscolare indotto durante la marcia e gli spostamenti in acqua finalizzati al riscaldamento;

– Spalle alla parete, cauta esplorazione delle traiettorie articolari della spalla su tutti i piani con controllo dei compensi;

– Spalle alla parete, caute associazioni di movimenti con intra ed extra rotazioni senza ausili galleggianti;

РControllo sequenziale nelle abduzioni ed elevazioni anteriori senza  galleggiante o altro ausilio;

РSpalle alla parete, finalizzare gli esercizi ad una motricità globale portando i palmi delle mani al viso per poi riportarle in basso tentando di toccarsi i glutei sempre con il palmo della mano;

Seconda Fase

– Riscaldamento muscolare attraverso la marcia e gli spostamenti con incremento della velocit√† e quindi della resistenza frontale offerta dall’acqua;

– Spalle alla parete, cauta esplorazione delle traiettorie articolari della spalla su tutti i piani con controllo dei compensi;

– Spalle alla parete, caute associazioni di movimenti con intra ed extra rotazioni senza ausili galleggianti;

– Incremento delle escursioni articolari su tutti i piani con movimenti lenti e precisi;

– In supino assistito da galleggianti esegue scivolamenti sull’acqua in apertura e chiusura;

– Movimenti attivi e superamento del livello dell’acqua;

РIn acqua libera  abduzioni ed elevazioni anteriori con galleggiante (offrire sempre una resistenza adeguata);

– Incremento delle escursioni articolari nell’extrarotazione e intrarotazione associate ad elevazione e flessione;

РAttività propriocettiva attraverso affondamento e controllo degli ausili di cui si dispone in piscina;

РRinforzo muscolare attrverso del attività di galleggiamento e di cambi posturali, si prevede anche un incremento del numero di ripetizioni e della resistenza offerta,  (da posizione prona a supina e viceversa, attività di rotolamento, passaggi posturali da orizzontale a verticale e viceversa, con o senza galleggianti);

Terza Fase

– Controllo dei movimenti in tutto il range articolare con abduzione e iper-adduzione (anteriore e posteriore) ed elevazione antero-posteriore superando il livello dell’acqua;

– Incremento delle escursioni articolari su tutti i piani con movimenti lenti e precisi;

РRinforzo della stabilità articolare in intra ed extra rotazione con ausilio di galleggianti;

– Nuotata a stile libero e a dorso;

– rinforzo muscolare con braccia sopra la testa sia in posizione vertivale che in apnea;

– propriocettiva con palla affondata

Cosiderazioni

Gli stadi e le fasi di avanzamento del paziente dovrebbero illuminare il percorso riabilitativo, di frequente alcuni obiettivi¬† prevedono tempi pi√Ļ lunghi del previsto “date le ataviche condizioni anatomo-fisiologiche”, come altri obiettivi stupiscono per la semplicit√† e la velocit√† nella loro realizzazione.

E come per tutti i protocolli, troppi parametri dovrebbero essere presi in considerazione per una buona personalizzazione di un programma terapeutico, tutto può subire variazione, dai tempi di applicazione al numero delle sedute, possono cambiare le modalità di approccio e non ultimo la capacità acquatica intrinseca del paziente influisce sul trattamento.

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