Protocollo per Lombalgia

Premessa

Il protocollo è stato elaborato da un gruppo di 35 fisioterapisti  in collaborazione con specialisti in fisiatria, sulla base di esercizi comunemente utilizzati nella pratica clinica  quotidiana di ambulatorio.

Questi esercizi sono indirizzati a tutti i pazienti con diagnosi di lombalgia, indipendentemente dalla diagnosi medica gli esercizi devono essere eseguiti nell’ordine indicato. Tutti i passaggi sono stati scelti per la loro semplicità e la loro facilità di applicazione clinica.

Fase Uno – Trattamento del dolore

La prima fase è manuale ed è finalizzata al trattamento del dolore.

Indicazioni:  La terapia del dolore è indicata in tutti i pazienti che hanno un dolore lombare in assenza di infiammazioni importanti o di potenziali danni anatomici nei segmenti interessati dal trattamento.

Controindicazioni: La terapia manuale del dolore è controindicata in quei pazienti che hanno un dolore di natura fortemente infiammatoria, che hanno danni anatomici al rachide lombare e nei pazienti che hanno ipotonia muscolare.

Il razionale del trattamento è quello di rilassare i muscoli tonici attraverso un lavoro prima muscolare poi articolare vertebrale, in assenza di dolore .

 Sequenza:

  1. Allungamento trasversale e longitudinale della cute lombare
  2. Allungamento trasversale dei muscoli estensori lombari
  3. Digitopressione dei muscoli estensori lombari
  4. Allungamento longitudinale dei muscoli estensori lombari
  5. Allungamento del muscolo estensori di anca
  6. Mobilizzazione lombare cauta indolore con molleggio sulla barriera articolare, in rotazione a paziente rilassato.

1) Allungamento trasversale e longitudinale della cute lombare

Allungamento trasversale: Paziente supino a schiena scoperta, terapista con le mani alla altezza della cute laterale a L1-L4. il terapista appoggia i palmi delle mani sulla cute ed opera un stiramento leggero del sottocute, mantenendo ferma la presa sulla cute del paziente, mentre le mani si muovono in direzione opposta. Il terapista stira leggermente e lentamente la cute per cinque sei volte , tiene in tensione per tre secondi, fa pause di tre secondi.

Allungamento longitudinale: Paziente supino a schiena scoperta, terapista con le mani alla altezza della cerniera dorso lombare e sulla cresta iliaca. Il terapista appoggia i palmi delle mani sulla cute ed opera un stiramento leggero del sottocute, mantenendo ferma la presa sulla cute del paziente, mentre le mani si muovono in direzione opposta. Il terapista stira leggermente e lentamente la cute per cinque sei volte, tiene in tensione per tre secondi, fa pause di tre secondi.

2) Allungamento trasversale dei muscoli estensori lombari

 Spinta con i polsi:  Paziente prono supino a schiena scoperta, terapista con le mani messe parallele con l’appoggio tenare ed ipotecare del polso sulla massa muscolare paravertebrale. A quel punto il terapista opera uno stiramento della massa muscolare in senso trasversale alla direzione del muscolo e tiene in tensione per tre secondi, fa pause di tre secondi. Ripete la manovra tre volte per lato.

Tecnica del rastrello:  Paziente prono supino a schiena scoperta, terapista con le dita messe parallele che agganciano delicatamente la massa muscolare paravertebrale. A quel punto il terapista opera uno stiramento della massa muscolare in senso trasversale alla direzione del muscolo e tiene in tensione per tre secondi, fa pause di tre secondi. Ripete la manovra tre volte per lato.

3) Digito-pressione dei muscoli estensori lombari

Paziente prono terapista al suo fianco con la punta del polpastrello del pollice messa perpendicolarmente. Il terapista opera digitopressioni sui paravertebrali con una forza sufficiente ad entrare nel muscolo provocando un leggero indolenzimento. Il terapista preme per cinque secondi per punto lavorando su tre punti a destra e tre punti a sinistra da fare in sequenza prima su un lato poi sull’altro. Ripete la manovra tre volte per lato.

4) Allungamento longitudinale dei muscoli estensori lombari

Paziente prono, terapista con le braccia allungate .pone i palmi sovrapposti delle mani sulla superficie convessa del sacro. Il paziente inspira e quanto ispira il terapista allunga leggermente e delicatamente i muscoli estensori di colonna. Ripete la manovra tre volte.

5) Allungamento dei muscoli estensori di anca

Paziente prono terapista al suo fianco con una mano sul tallone, l’altra sul ginocchio mentre flette delicatamente la anca fino a trovare la prima resistenza. A quel punto i terapista fa uno stretching leggero dei muscoli con l’anca in estensione. Ripete la manovra tre volte.

6) Mobilizzazione del rachide lombare in rotazione (importante non forzare e non provocare dolore)

Paziente su un fianco con arto inferiore a contatto con il lettino esteso, e con arto inferiore flesso, con caviglia nel poplite. Tronco superiore ruotato in senso inverso. Il paziente con una presa sulla spalla del paziente e con l’altra sul bacino del paziente opera una mobilizzazione ripetuta,  leggera ed indolore per 20-30 di secondi, mentre il paziente espira.

Da non appicare nei pazienti con lassità articolare, con spondililistesi e con ernia discale in fase infiammatoria.

Fase Due – Trattamento della elasticità del rachide

Questo è il set di esercizi di base per la elasticizzazione dei tessuti lombari del paziente lombalgico, acuto o cronico.

Il programma di elasticizzazione lavora sui piani di flessione estensione e rotazione destra e sinistra, a paziente prono, seduto, supino ed in piedi. Sono esercizi che non hanno controindicazioni ed è per questo che sono generalmente indicati in tutti i pazienti.

Vanno somministrati con grande attenzione in pazienti con lassità articolare e con i pazienti con direzioni di movimento rigide e dolorose.

La somministrazione è quotidiana e viene continuata dal paziente quando finisce la frequenza al centro, ne consegue che gli esercizi vanno imparati al centro e continuati a casa.  Gli esercizi di elasticizzazione sono collegati alla espirazione.

 Sequenza:

  1. Mobilizzazione del rachide in scarico in flessione con coinvolgimento delle articolazioni sacroiliache e stretching dei muscoli intrinseci dell’anca.
  2. Mobilizzazione del rachide in scarico in flessione con coinvolgimento delle faccette articolari in apertura e stretching dei muscoli estensori di anca e dei muscoli pelvici.
  3. Mobilizzazione in rotazione a paziente supino con coinvolgimento del rachide lombosacrale inferiore. Allungamento e stretching principalmente a carico dei muscoli traversi, obliqui, paravertebrali del rachide lombare inferiore.
  4. Mobilizzazione in rotazione a paziente seduto su lettino con coinvolgimento del rachide lombo-dorsale . Allungamento e stretching principalmente a carico dei muscoli traversi, obliqui, paravertebrali del rachide lombare superiore e dorsale inferiore, e glutei.
  5. Mobilizzazione in estensione del rachide lombare paziente prono, con stretching di muscoli psoas, addominali.
  6. Mobilizzazione in rotazione a paziente seduto su sedia con coinvolgimento del rachide lombare dorsale e cervicale . Allungamento e stretching principalmente a carico dei muscoli traversi, obliqui, paravertebrali del rachide lombare superiore e dorsale inferiore.
  7. Flessione di anca con stretching sacroiliaco con allungamento passivo dei muscoli estensori di colonna.
  8. Mobilizzazione in estensione del rachide lombare paziente in piedi, con stretching a carico di muscoli psoas, addominali.

1) Mobilizzazione del rachide in scarico in flessione con coinvolgimento delle articolazioni sacroiliache e stretching dei muscoli intrinseci dell’anca.

Paziente supino. Il paziente porta le ginocchia al petto in espirazione e mantiene la posizione tre o quattro volte per entrambe i lati mantenendo la posizione per circa 12 secondi. Fa pause di cinque secondi.

2) Mobilizzazione del rachide in scarico in flessione con coinvolgimento delle faccette articolari in apertura e stretching dei muscoli estensori di anca e dei muscoli pelvici.

Paziente supino. Il paziente porta entrambe le ginocchia, leggermente divaricate, al petto in espirazione mantenendo la posizione per circa 12 secondi. Ripete tre volte.

3) Rotazione del rachide lombare inferiore.

Paziente supino con anca flessa e mano sulla faccia esterna del ginocchio. Il paziente, in espirazione, porta il ginocchio verso il basso mantenendo la posizione per circa 12 secondi. Ripete due volte per lato.

4) Rotazione del rachide lombare superiore.

Paziente seduto con gomito sulla faccia esterna del ginocchio controlaterale. Il paziente in espirazione, spinge con il gomito il ginocchio mentre si guarda alle spalle. Mantiene la posizione per circa 12 secondi.Ripete due volte per lato.

5) Allungamento delle catene posteriori.

Paziente messo a 90°, con cavo popliteo a contatto con la parete e spinose lombari a contatto con il pavimento. Il paziente lavora sulla espirazione e mantiene la posizione per una durata di tre – dieci minuti.

6) Mobilizzazione in apertura della cerniera lombosacrale e stretching dei muscoli addominali.

Paziente prono. Il paziente porta il rachide in estensione mentre il bacino è a contatto con il pavimento o con il lettino, mentre espira. La posizione viene mantenuta per circa 12 secondi. Ripete tre volte.

 7) Allungamento delle catene posteriori con mobilizzazione del rachide lombosacrale in flessione e rotazione.

Paziente in piedi con un piede su rialzo (sedia, scannetto). Mentre il paziente ha il piede poggiato con le punta delle dita cerca di andare verso il pavimento in espirazione. Ripete una volta per lato.

8) Allungamento delle catene anteriori con mobilizzazione del rachide lombosacrale in estensione in carico.

Paziente in piedi con le mani appoggiate sui fianchi. Il paziente va in estensione, in espirazione, mentre guarda il soffitto. La posizione viene mantenuta per circa 12 secondi. Ripete tre volte.

 Fase Tre – Trattamento della forza del rachide

La fase della stabilizzazione inizia dopo che al paziente sono stati somministrati i primi due protocolli, quello  per il dolore e la elasticizzazione. Questi sono esercizi standard di stabilizzazione del rachide lombare da applicare al paziente lombalgico acuto o cronico.

Nessuno di questi esercizi ha forti controindicazioni e sono quindi somministrabili a tutti i pazienti lombalgici con prescrizione per rieducazione motoria. Il programma di allenamento va continuato a casa alle dimissione del paziente.

 Sequenza:

  1. Tonificazione dei muscoli retti addominali bassi
  2. Tonificazione dei muscoli retti addominali alti obliqui e traversi
  3. Tonificazione dei muscoli muscoli pelvici ed intrinseci di bacino
  4. Tonificazione dei muscoli retti addominali alti e psoas
  5. Tonificazione dei muscoli pelvici, intrinseci di colonna e muscoli respiratori
  6. Tonificazione dei muscoli estensori di anca
  7. Tonificazione dei muscoli abduttori di anca
  8. Tonificazione dei muscoli quadrati obliqui e traversi.
  9. Tonificazione dei muscoliantigravitari ed estensori di tronco
  10. Tonificazione dei muscoliantigravitari ed estensori di tronco

La somministrazione è quotidiana e viene continuata dal paziente al suo ritorno a casa dopo aver fatto l’adeguato addestramento.

1) Esercizi di rafforzamento dei muscoli addominali bassi .

 Paziente supino con ginocchia flesse sul lettino, il paziente porta le ginocchia verso il capo, in espirazione. Tiene la posizione per due secondi. Ritorna in posizione e ripete.

2) Esercizi di rafforzamento dei muscoli traversi e addominali alti.

 Paziente supino con ginocchia flesse sul lettino, gambe incrociate e mani incrociate dietro il capo. Il paziente porta il gomito verso il ginocchio controlaterale (in espirazione) evitando i movimenti estremi del ROM cervicale. Tiene la posizione per due secondi. Ritorna in posizione cambia lato e ripete.

3) Esercizi di rafforzamento dei muscoli pelvici ed intrinseci di bacino .

 Paziente supino con ginocchia flesse. Il paziente alza il bacino in espirazione, stringe i glutei e mantiene la posizione per uno o due secondi. Poi cambia lato e ripete.

4) Esercizi di rafforzamento dei muscoli addominali alti.

Paziente supino con ginocchia flesse e piedi poggiati a terra o sul lettino. Il paziente porta il petto verso il soffitto, evitando la flessione del rachide cervicale, in espirazione e con le mani intrecciate dietro il rachide cervicale. Tiene la posizione per due secondi. Ritorna in posizione e ripete.

5) Esercizi di rafforzamento dei muscoli pelvici, intrinseci di colonna e muscoli respiratori.

 Paziente in posizione quadrupedica, il paziente inarca la schiena verso l’alto in espirazione, verso il basso in ispirazione stringendo i glutei. Tiene la posizione per due secondi. Ritorna in posizione e ripete.

6) Esercizi di rafforzamento dei muscoli pelvici ed estensori di anca .

Paziente in posizione quadrupedica, il paziente porta il tallone verso il soffitto in inspirazione con ginocchio flesso a 90°. Tiene la posizione per tre secondi. Ritorna in posizione e ripete dall’altro lato.

7) Esercizi di rafforzamento dei muscoli abduttori di anca

Paziente su un fianco con ginocchio sul lettino flesso a 110° e mano sotto il capo. Il paziente abduce l’anca verso l’alto. Poi cambia lato e ripete.

8) Esercizi di rafforzamento dei muscoli quadrati obliqui e traversi..

 Paziente su un fianco con gomito appoggiato su lettino. Il paziente solleva il bacino dal lettino o da terra, si porta alla posizione di allineamento e la mantiene cinque secondi, in blocco di inspirazione.N.B. Controindicato in pazienti con problemi di spalla. Poi cambia lato e ripete.

9) Esercizi di rafforzamento dei muscoli antigravitari ed estensori di tronco.

 Paziente in appoggio sulla mani, con tronco allineato e sospeso, mantiene la posizione per cinque dieci secondi, in blocco di inspirazione.

 10) Esercizi di rafforzamento dei muscoli antigravitari ed estensori di tronco.

 Paziente in posizione quadrupedica con appoggio sulle mani. Il paziente estende il braccio e la gamba controlaterale. Mantiene la posizione per tre – dieci secondi, in inspirazione. Poi cambia lato e ripete.

Fase Quattro – Prevenzione della lombalgia

Istruzioni per il paziente

La posizione seduta e’ dannosa se protratta per ore. Durante le posizioni sedute di lungo tempo. Bisogna intervallare alzarsi e fare movimento per poi risedersi. Questo vale per il lavoro di scrivania, per i viaggi in auto treno o aereo, per il tempo libero in poltrona.

Camminare è di grande aiuto al paziente che ha sofferto o soffre di lombalgia. E’ sufficiente una mezzora di cammino al giorno per riuscire a manterene un livello di allenamento aerobico produttivo. Quindi parcheggiare la macchina lontano per fare dieci minuti di cammino, non prendere l’ascensore per pochi piani e fare le scale a piedi.

Nell’alzare i pesi è importante fare attenzione a non lavorare con la colonna in carico ed in flessione, la maggior parte degli episodi acuti dolorosi (il colpo della strega) sono causati proprio da questo movimento sbagliato.

Nello spostare gli oggetti allo stesso modo, bisogna fare attenzione a che il carico sia bene vicino a corpo così da non aumentare il braccio di leva lombare.

È consigliato un poco di esercizio fisico ogni giorno.  Questi esercizi servono a fare stretching ed a rafforzare la colonna. Solo una colonna forte ed elastica può dare la salute necessaria alla schiena.

Gli esercizi chiedono 10 – 15 minuti al giorno e possono essere comodamente fatti in ogni posto che abbia un letto o un piano per stendersi.

 

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