Rolfing e Pubalgia

Rolfing e pubalgia

La logica del corpo ├Ę complessa: si possono trovare problemi alle spalle, sorti come compenso di uno squilibrio del bacino; oppure il contrario: un colpo di testa assorbito malamente pu├▓ creare una disfunzione a livello del sacro.
La pubalgia pu├▓ subentrare in seguito ad un impatto violento o ad un parto problematico.

Talvolta all’origine ci pu├▓ essere una componente viscerale: una disfunzione della vescica, dell’intestino, o anche dello stomaco.
Di fatto affligge molti atleti, in alcune discipline sportive pi├╣ che in altre. E’ di rilievo che i danzatori, pur sottoponendo il loro organismo a sforzi importanti, molto raramente soffrono di pubalgia, perch├ę lavorano sulla flessibilit├á, non sulla potenza.
Il corpo umano ├Ę in grado di affrontare grandi sollecitazioni, ma per continuare a essere efficiente ha bisogno di recuperare dalla fatica e di essere mantenuto elastico.

Il pi├╣ delle volte la pubalgia pu├▓ essere imputata a una preparazione atletica inadeguata allo sforzo richiesto allo sportivo.
Va interpretata come un eccesso di lavoro, dovuto a un potenziamento muscolare esagerato, a scapito dell’elasticit├á e della scioltezza.
I sintomi dolorosi sono a livello del pube, ma a volte s’irradiano agli adduttori, agli addominali, all’inguine, ai genitali.

La zona pubica pu├▓ essere il punto di incontro-scontro di forze che arrivano dal basso (l’impatto al suolo) e di altre discendenti (peso del tronco). Per l’atleta, tutto procede bene finch├ę i suoi muscoli hanno una lunghezza e un’elasticit├á tali da consentire l’assorbimento di questi impatti, mantenendo una coordinazione ottimale.
Pu├▓ sembrare strano, ma normalmente i “colpevoli” delle pubalgie sono i muscoli posteriori della coscia, che si ingrossano eccessivamente e si accorciano, impedendo al ginocchio di distendersi correttamente nella parte posteriore: mentre si corre, per esempio. Altri muscoli, gli adduttori, non trovano pi├╣ lo spazio per lavorare in modo appropriato: si contraggono, si irrigidiscono.

Il movimento non riesce pi├╣ ad essere ampio e fluido, come sarebbe invece necessario quando, nel gesto atletico, il corpo ha bisogno di dispiegarsi per esprimere la sua massima potenza: viene invece sollecitato mentre ├Ę compresso. L’area pubica, crocevia di spinte contrapposte, ne risente pi├╣ del resto.
Nel momento in cui uno o pi├╣ gruppi diventano troppo forti (iper-tonici) si instaurano delle congestioni, che alterano il corretto metabolismo muscolare.

Al tatto gli adduttori saranno molto pi├╣ dolenti degli ischio-crurali nella coscia, ma sono questi ultimi che devono avere la precedenza nell’essere allungati e “rieducati”: non c’├Ę speranza per gli adduttori di ritrovare la loro economia di lavoro, se gli ischio-crurali non la trovano per primi.
Il trattamento della pubalgia deve prevedere un recupero funzionale delle varie articolazioni, che possono essersi bloccate in seguito a compensi, messi in atto dall’organismo per proteggersi; le sacro-iliache, la zona lombare o anche la parte inferiore della gamba: tutte possono essere coinvolte, ma qualche volta i compensi raggiungono punti anche pi├╣ lontani.
Finch├ę non vengono ripristinati elasticit├á e un buon movimento ovunque, anche la pubalgia non sparisce, o pu├▓ ritornare.

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