tunnel carpale

Sindrome Tunnel Carpale

(Curato da Guido De Luca – Fisioterapista)

Una delle cause primarie della sindrome del tunnel carpale, è un eccessiva attività del polso espressa su tutti i piani (sovraccarico funzionale), l’infiammazione della struttura capsulare e tendinea  creano un restringimento dell’alloggio del nervo mediano comprimendolo. Molti atleti soffrono questa patologia in special guisa quelli che utilizzano il polso in appoggio durante la disciplina sportiva. Quindi generalmente un uso del polso e della mano smodato e perpetrato nel tempo, sembrano dunque essere l’origine di questa patologia.

La sintomatologia presenta dolorabilità palmare appena oltre il polso generalmente associata con formicolio e torpore del pollice e delle due dita seguenti, l’algia peggiora se si effettua una iperflessione o una iperestensione del polso. Non è raro che l’atleta cominci a perdere forza o qualità del gesto atletico riducendo la funzionalità ed il trofismo muscolare. Per una corretta e precoce diagnosi si utilizzano i test articolari e la visita clinica, sotto un profilo strumentale anche l’elettromiografia potrebbe rivelarsi un valido aiuto.

Il trattamento prevede antifiammatori non steroidei, e immediatamente una diversificazione degli allenamenti tesa al mantenimento della forma fisica globale, il ghiaccio ritorna utile negli stati acuti o nelle eventuali riacutizzazioni, si consigliano poi tutori protettivi nelle fasi iniziali dove l’articolazione viene tutelata evitando i gradi estremi in flessione ed in estensione, questi tutori vengono utilizzati anche di notte. Solo nelle fasi successive si utilizzano tutori funzionali o anche bendaggi funzionali, che controllano l’attività dinamica del polso nella vita quotidiana e in allenamento, fornendo ancora un sostegno ridotto ma necessario, eliminando così definitivamente il tutore notturno.

In caso di chirurgia l’atleta ritorna nell’arco delle 4/6 settimane alla ripresa delle attività sportive, in caso di trattamenti incruenti le evoluzioni possono avere tempi relativamente più brevi. Nei casi di cronicizzazioni insistenti associati a trattamenti fallimentari si ricorre alle infiltrazioni con farmaci steroidei.

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